salvatore sardisco

Mi chiamo Salvatore Sardisco e mi occupo di medicina naturale, di massofisiochinesiterapia, terapia manipolatoria muscolo-vertebrale, fitoterapia, riflessologia, podologia e metodiche terapeutiche e riabilitative da quarant'anni. L’esperienza mi ha insegnato che l'individuo deve essere valutato nel suo insieme, tenendo conto sia degli aspetti clinici e psicologici, comportamentali e/o esistenziali, ivi comprese le abitudini di vita. Naturalmente è fondamentale osservare la persona in cura dal punto di vista clinico con un’anamnesi dettagliata ed un completo esame obiettivo, che valuti interamente l’apparato muscolare e osteo-articolare.

Per quanto concerne i presupposti del mio intervento, mi preme sottolineare che la terapia manipolatoria, ovvero la chiropratica, è talmente vicina al concetto di massoterapia da esserne quasi inseparabile; personalmente considero la manipolazione un’integrazione del massaggio. Quando parlo di manipolazione muscolo-vertebrale mi riferisco ad un’integrazione di tecniche massoterapiche, osteopatiche e chiropratiche. In sintesi, sono convinto che una terapia completa debba prevedere l’associazione di più metodi di cura: spesso, infatti, in associazione alle terapie fisiche, reputo necessario l’applicazione di cataplasmi fitoterapici, la realizzazione di plantari personalizzati per risolvere disturbi causati da malformazioni podaliche o posture scorrette; talvolta, invece, consiglio tisane depurative e/l’associazione di diverse tecniche terapeutiche al fine di riequilibrare le funzioni dell’organismo. Credo, infine, che per ottenere dei buoni risultati sia necessario un rapporto di reciproca fiducia tra me e la persona che ho di fronte ed è per questo che attribuisco molta importanza al colloquio con la persona che viene a curarsi. Nel colloquio l'espressione lascia trapelare la profonda e vera condizione dell’uomo e dell’anima: le pieghe del viso, i movimenti, gli impercettibili cambiamenti facciali e del corpo aiutano i miei “occhi attenti”, ad accertare clinicamente i veri bisogni della persona. Solo da un esame attento e una valutazione meticolosa, che esaltano la relazione empatica col paziente, è possibile stabilire se la persona da curare sia davvero disposta a farsi “aiutare” oppure no. Non è solo attraverso le nostre capacità che si determina la riuscita o il fallimento di una terapia, occorrono presupposti per iniziare la terapia: la fiducia, il coinvolgimento, l’accettazione e la consapevolezza del proprio stato di salute e di chi si ha di fronte. È un percorso al quale ci si affida per intraprendere insieme un cammino più o meno lungo per ottenere una guarigione psicofisica. C’è una lezione che viene da lontano e mi accompagna sempre, semplice sino all’ingenuità: è riappropriandosi dell’amore perduto per noi stessi, tornando davvero a volerci bene, riscoprendo il bambino in noi e accarezzandolo col nostro affetto interiore, che le tensioni si dissolvono, i nodi si sciolgono e il corpo si riunisce alla mente e all’anima, come una cosa sola, …e, così facendo, ci si riappropria della nostra dignità umana, presupposto indispensabile per una ritrovata consapevolezza e una nostra “rinascita” psicofisica.

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